Genova, scritta Br in uffici Ansaldo Energia Finmeccanica: “Opera di un mitomane”

In Costa Azzurra si accendono le luci sul 65esimo Festival del Cinema di Cannes

di Lara Ferrari
CANNES (17 maggio 2012) - Che le signore abbiano la loro gonna a ruota da far volteggiare al sole e che gli uomini si preparino ad accompagnarle da una visione all’altra, come si fa con un giro di valzer, o di shopping su Rodeo Drive. E’ iniziato Cannes, tutto e’ possibile da queste parti, se si ha dimestichezza con cinema, mondanita’, autori, gente famosa e passione di celluloide. Ieri sera partenza col botto, grazie alla visione di “Moonrise Kingdom”, presentazione della giuria guidata da Nanni Moretti e primo dinner party di Cannes! E dire che Nanni Moretit aveva promesso l’austerity. Mah… Fatto sta che i divi americani di “Moonrise”, Edward Norton con compagna al seguito in primis, si sono ritrovati al Gala dell’organizzazione appassionatamente insieme, con le due Eva (Longoria e divina Herzigova) a interpretare il ruolo di prezzemolina e madrina. Non sono mancati Diane Kruger in verde acqua e… Moretti appunto. Solo un antipasto per gustare meglio il cinema che verra’. Da un lato ecco i padri della settima Arte, Roman Polanski e Woody Allen, ai quali giusto oggi vengono tributati due omaggi, il documentario di Robert Weide e la pellicola ricordo di Laurent Bouzereau per il regista francese-polacco. Dall’altro si entra nel vivo della gara che portera’ alla Palma d’Oro con nomi grossi dei giorni nostri, come Wes Anderson, l’idolo di Parigi Jacques Audiard, che mette Marion Cotillard al centro di una storia tragica di addestratrici di orche che perdono le gambe e il cui titolo “Rust and Bone”, si rifa’ al linguaggio della boxe, in cui sovente arrivano pugni tali da sconquassare labbra e denti e cambiare i connotati. Un po’ come la vita, che a suo piacimento cambia i connotati al destino delle persone. Altro film in gara visto in questi primi giorni, dunque in queste bellissime, prime ore frenetiche della partenza, quello di Yousri Nasrallah, “Baad El Mawkeaa”, storia d’amore sullo sfondo della Primavera araba, con Tahrir Square terza protagonista del film insieme ai due giovani attori. Evento del giorno, l’apertura della sezione Un Certain Regard con “Mystery”, che dietro una vicenda di tradimento e doppia vita banalissima, nasconde il pericolo di trattare certi argomenti in Cina, dove il tradimento puo’ esistere ad esclusivo appannaggio dell’uomo.Un uomo centomila volte piu’ coraggioso, certamente, quello interpretato da Matthias Schoenaerts, che senza avere avuto il tempo di costruire una storia e quindi senza conoscere del tutto la donna di cui e’ innamorato, vuole continuare a frequentarla e non si spaventa, anche se un incidente di percorso ha gia’ spaventato lei: la perdita delle gambe durante uno spettacolo con le orche assassine. E la critica, che pensa? Anderson porta “Moonrise Kingdom”, affresco americano che racconta il diventare adulti negli anni Sessanta, quando gli uomini crescevano tardi e le ragazze portavano la terza di reggiseno a 13 anni e la sapevano gia’ piu’ lunga dei colleghi. Non elettrizzante, il film di Anderson ha il merito di avere fatto crescere una squadra attorno al cineasta, collaborativa, piena di idee. Sulla Croisette c’e’ spazio per divertirsi? Naturallement! Come dimostra la presentazione di “Madagascar 3”, seguito del fortunatissimo primo film del 2005 e del sequel ambientato in Africa. Ora i nostri eroi, decisi a tornare al Central Park Zoo di New York, sono i piu’ ricercati d’Europa. I famosi sei gradi di separazione fra Ewan McGregor, che fa parte della giuria della selezione Ufficiale, e Nanni Moretti, il presidente di questo illustre parterre, non esistono naturalmente. Sono gente di cinema entrambi e assoluti protagonisti del Festival di Cannes 2012, il primo dell’era Francois Hollande, e il numero 65, come ci ricorda la splendida Marilyn Monroe, volto icona di quest’anno. Eppure una differenza abissale tra i due c’e’. E la si riscontra nell’uso dei social network, Twitter in particolare. Non fa in tempo ad essere presentato il primo film in concorso di questa edizione, “Moonrise Kingdom” di Wes Anderson, che ha aperto la kermesse rivierasca con abbondante uso di big del cinema, da Edward Norton a Bill Murray, da Bruce Willis a Tilda Swinton, che subito il cinguettio di Ewan rincorreva i suoi compagni:” Ehi, stasera ci becchiamo Wes e facciamo la recensione”. Frase che taglia corto anche eventuali riverenze da parte degli spettori nei confronti dei giurati. “Siamo qui tutti per lo stesso motivo: vedere film bellissimi, aggiungere un tassello alla storia enciclopedica del cinema e … divertirci un po’”. Che diamine, siamo in Costa Azzurra. Non se lo e’ fatta ripetere due volte Elisabetta Canalis, ex di George Clooney, avvistata al largo dello yacht del Generale ammiraglio Aladeen, quella simpatica canaglia di Sacha Baron Coehn. Sexy bikini di Eli, mozzafiato, che ha fatto gridare tutti e annaspare qualche paparazzo. Ma il cinema ? Non sta certo qui, anche se nei pressi, vista la presenza di Sacha Baron Cohen.
IL 65ESIMO FESTIVAL DEL CINEMA - Gli alti ranghi della Settima Arte sono pronti per riunirsi sulla Croisette. Inizia il Festival di Cannes n°65, paurosamente bello, almeno sulla carta, a giudicare dai personaggi che affolleranno quest’angolo di Costa Azzurra per la kermesse più importante del cinema mondiale. Maestri del grande schermo, divi di Hollywood, mostri sacri, beniamini delle generazioni più giovani, evergreen, Master Classes, tantissimi gli eventi e le attività che si contenderanno la scena mediatica fino al 27 maggio, giorno della proclamazione della Palma d’oro. A chi andrà quest’anno? La lotta è molto agguerrita. Intanto a presiedere la giuria della Official Competition c’è Nanni Moretti, che ha già rivelato di propendere per un verdetto anticonvenzionale. E non poteva essere altrimenti. Molto amato a Cannes, il regista romano ha vinto nel 1994 il premio per “Caro Diario” e nel 2001 conquistò la Palma d’Oro con “La stanza del figlio”. Accanto a lui, ad aiutarlo nella difficile decisione, Diane Kruger, Ewan McGregor e Jean Paul Gaultier, un primato il suo. In gara un solo italiano, Matteo Garrone con “Reality “. La competizione è sbalorditiva per quantità e qualità di titoli e cineasti: si parte con “Moonrise Kingdom” di Wes Anderson, chiamato ad aprire oggi la kermesse: la curiosità sarà tutta per Bruce Willis, Bill Murray e Edward Norton sui favolosi red steps. A sfidare il regista americano, Jacques Audiard con “De Rouille et d’Os”, John Hillcoat con “Lawless”, Thomas Vinterberg che porta “Jagten”, “Amour”, attesissimo, di Michael Haneke, “Like Someone in Love” di Abbas Kiarostami, altro serio candidato alla Palma d’Oro, e “The Angels’ Share” di Ken Loach. Non basta, perché dall’altra parte del ring troviamo Alain Resnais e David Cronenberg. A brillare ci saranno le stelle Nicole Kidman, Brad Pitt, Gary Oldman, Reese Whiterspoon, Jessica Chastain, e divideranno la scena con i colleghi transalpini Audrey Tautou, Juliette Binoche e il grande Jean Louis Trintignant.
Cannes si distingue anche nella scelta del volto icona, scelto per rappresentare la kermesse. Se l’anno scorso era Faye Dunaway, anche nel ruolo di madrina, quest’anno l’emblema della rassegna in Croisette è Marilyn Monroe, splendida in bianco e nero, ammiccante mentre spegne una candelina, che campeggia sul manifesto ufficiale dell’evento, sulle locandine e sui visual tools che riempiranno tutte le notizie riguardanti il Festival. La capitale della Settima Arte planetaria, dal 16 al 27 maggio, accoglierà nomi altisonanti, fra cui il nostro Bernardo Bertolucci, nel 2011 fregiato della Palma d’Onore.
Una pellicola dalla quale ci si aspetta molto è “On The Road”, adattamento dalla novel di Jack Kerouac, ad opera di Walter Salles, ma si punta anche su Lee Daniels, autore di “Precious”, per non parlare del canadese David Cronenberg, a cui si affida l’arduo compito di trasformare in interprete convincente l’idolo Robert “Twilight” Pattinson. Vanto di Cannes sono anche le visioni speciali, come le chiamano loro, l’incantevole Un Certain Regard e la Quinzaine de Realizateurs. Presidente di giuria per la prima delle rassegne collaterali sarà Tim Roth, faccia da adorabile canaglia. E non è finita. Prepariamoci, ne vedremo delle belle.
Tiziano Motti e Gallini candidato UDC per sindaco Piacenza
Tiziano Motti a Piacenza per Gallini Sindaco
“In questo periodo più che in passato credo ci sia un forte allontanamento dei cittadini rispetto ai partiti e alla politica. Occorre riavvicinarli alla politica puntando sulle persone. Nelle città dove c’è la fortuna e il vantaggio di votare con le preferenze, è l’occasione migliore per puntare sull’uomo” ..che per Tiziano Motti ha un nome e un congonme ben precisi: Pierpaolo Gallini, il candidato sindaco dell’UDC, “perchè a Piacenza è un volto che conosciamo, di cui apprezziamo la storia politica, e a cui possiamo chiedere conto di ciò che promette, perchè ci mette la faccia dando un senso ad una politica improntata ai valori e ai bisogni dei cittadini”
L’europarlametare dell’UDC ieri in città per portare il suo sostegno alla campagna elettorale dei centristi. A un aperitivo al G bar, G come Gallini naturalmente, ha incontrato la stampa e i candidati della lista.
http://www.gallinixpiacenza.it/comunicatii/tiziano-motti-a-piacenza-per-pierpaolo
Giornale di Reggio: venerdì ultimo numero
REGGIO EMILIA - L’edizione cartacea quotidiana del Giornale di Reggio chiude i battenti. L’ultimo numero in edicola sarà quello di giovedì su venerdì. Poi resterà solo La Notizia-il Giornale, il bisettimanale edito dalla Nuova stampa società cooperativa, con sede in via Abate Gimma a Bari (beneficiaria dei contributi pubblici) che uscirà il sabato, in abbinamento con Dipiù e il lunedì in abbinamento con la Gazzetta dello Sport.
Il giornale diretto da Roberto Rozzi con vicedirettore Alessandro Bettelli, usciva già in versione bisettimanale in precedenza, sempre edito dalla Nuova Stampa società cooperativa di Bari, e si sovrapponeva all’edizione del quotidiano al mercoledì e al sabato. L’editore Giornale di Reggio Srl, il cui direttore editoriale è Stefania Bigliardi, moglie dell’euoroparlamentare dell’Udc Tiziano Motti, ha voluto rassicurare i giornalisti sostenendo che non verranno tagliati posti di lavoro e che i giornalisti continueranno a lavorare al quotidiano on line 4Minuti.it del gruppo Guide Italia srl e al bisettimanale.
Si chiude così, almeno dal punto di vista del quotidiano, l’avventura editoriale cartacea di Tiziano Motti che nel 2005, quando ancora non ancora era europarlamentare (è stato eletto nel 2009), fondò dalle ceneri di Ultime Notizie il Giornale di Reggio, quotidiano che negli anni è stato diretto da Nicola Fangareggi, Umberto Bonafini e poi, in ultimo, da Alessandro Bettelli, per un breve periodo, e infine da Roberto Rozzi. Restano il bisettimanale e il quotidiano on line.
Tiziano Motti Employment Information
Tiziano Motti (Reggio nell’Emilia, 7 febbraio 1966) è un giornalista e politico italiano. Nel 2009 è stato eletto al Parlamento Europeo per la lista dell’UDC nella circoscrizione del Nord-Est.
Impariamo a denunciare - Guida pratica per denunciare reati contro gli animali
Qui il punto importante per noi è, ovviamente, il denunciare reati contro gli animali, ma ciò che è descritto in questa sezione vale per qualsiasi tipo di reato.
Contro un reato, minore o meno che sia, si può procedere in diversi modi presentando:
Querelare NON vuol dire che si ha/avrà ragione, ma che si chiede all’autorità giudiziaria di intervenire in una questione che a nostro avviso lede i nostri diritti perché sia poi l’autorità stessa a decidere in tal senso SE abbiamo ragione o meno.
Si riferisce a un reato che, per essere perseguito (cioè che a causa di esso sia attivato un procedimento civile, o penale, a carico di qualcuno, “iscrivendo il fatto nel registro delle notizie di reato”), non necessita vi siano state prima querele a suo riguardo: per esempio, se è stato scoperto un cadavere, non sarà necessario che qualcuno “denunci il reato”: la sola esistenza del cadavere stesso imporrà all’autorità giudiziaria di procedere alle indagini per scoprire le cause di quella morte sospetta!
In caso per esempio di diffamazione, invece, è la presunta parte lesa che deve depositare querela, onon si procederà in alcun modo. Quindi in simili casi si parla di un reato non perseguibile d’ufficiosenza previa richiesta alle autorità da parte ci chi ritiene lesi i propri diritti.
1. I “COME” E I “CHI” DI UNA DENUNCIA
- Gli atti di denuncia e querela sono quasi privi di specifiche formalità (eccetto quelle riguardanti il deposito) perché racchiudono la descrizione dell’illecito a cui si è assistito o dal quale si è stati danneggiati. Questo significa che sono alla portata di tutti e, presso gli uffici preposti alla ricezione di questi atti (cancelleria della Procura, Carabinieri, Polizia, Guardia di Finanza, Corpo Forestale dello Stato, Polizia Municipale, Polizia Provinciale), si potrà trovare una valida assistenza alla compilazione.
- E’ fondamentale sapere che tali uffici sono tenuti OBBLIGATORIAMENTE sia a ricevere la denuncia, sia a disporre subito gli opportuni accertamenti (per non incorrere a loro volta nella commissione del reato proprio di Omissione di atti d’ufficio). E non è vero che un reato su animali sia di competenza solo delle guardie zoofile (lo dice la Cassazione: tutti gli organi di P.G. sono competenti per i reati in materia ambientale e di tutela animali (Cass. pen. sez. III - Pres. Gambino - Est. Postiglione - n.1872 del 27/9/91). Potete segnalare uno dei casi illeciti previsti dall’art.727 (o da altri articolo del C. Penale), richiedendo un intervento per accertare il reato e impedire che questi sia portato a ulteriori conseguenze (ai sensi dell’art. 55 del C. Penale).
- I reati relativi al maltrattamento e all’ abbandono di animali sono reati perseguibili d’ufficio: l’autorità Competente, una volta venuta a conoscenza del fatto (tramite denuncia o relazione) ha il dovere di indagare anche in assenza di altro impulso da parte di terzi eventualmente offesi.
- Per denunciare reati di questo tipo, ci si può rivolgere indifferentemente a Carabinieri, Polizia di Stato, Corpo Forestale dello Stato e delle regioni a Statuto speciale, Guardia di Finanza, Polizia Municipale, Guardia-parco, Guardie particolari giurate. Anche i veterinari delle Aziende USL e degli uffici del Ministero della Sanità svolgono questa funzione. Certo, esiste anche una sorta di “specializzazione” dei vari organi di polizia, da considerare in senso non troppo stretto, secondo cui se dovete denunciare:
- Qualunque ipotesi di maltrattamento degli animali: Veterinari Azienda USL competente per territorio
- Abbandoni e maltrattamenti su animali domestici: Polizia Municipale
- Mostre con animali: Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri Carabinieri Sanità NAS, Corpo Forestale;
- Sperimentazione sugli animali: Carabinieri Sanità NAS; Uffici Veterinari Adempimenti CEE
- Allevamenti: Carabinieri Sanità NAS e Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri;
- Trasporti di animali: Carabinieri Sanità NAS, Corpo Forestale, Polizia Stradale; Uffici Veterinari Adempimenti CEE, Posti d’Ispezione Frontaliera del Ministero della Sanità;
- Caccia, animali selvatici ed esotici: Corpo Forestale, Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri, Guardia-parco.
2. IN COSA CONSISTE UNA DENUNCIA?
La DENUNCIA è un’esposizione di fatti concreti (non valutazioni o impressioni) che si sottopone alla P.G. e al magistrato per segnalare un reato e chiedere il loro intervento. La denuncia può essere di vario tipo:
- Immediata e orale (di persona o per telefono) per illeciti in corso, con richiesta di intervento onde impedire il protarsi della situazione antigiuridica.
- Scritta, in carta e forma libera (non servono carta da bollo, o moduli predefiniti) per casi di minore immediatezza, da presentarsi presso:
a) l’ufficio di qualunque organo di Polizia Giudiziaria (P.G.)
b) direttamente presso la Pretura Circondariale del luogo (meglio se di persona). Nel caso di denuncia contro un reato di “Omissione d’atti d’ufficio”, potete anche rivolgervi direttamente alla Procura. - Non usate raccomandate o fax. Inoltre la vostra va redatta su carta semplice e riprodotta in due copie: la 2° servirà per farsi attestare l’avvenuta presentazione.
Modelli di riferimento/esempio per denunce:
- DENUNCIA / QUERELA PER TUTTI I MALTRATTAMENTI/UCCISIONE ANIMALI
- DENUNCIA PER MALTRATTAMENTO/UCCISIONE a causa di CACCIA ILLECITA
- DENUNCIA PER MALTRATTAMENTO/UCCISIONE TRAMITE VELENO
- In caso di archiviazione della denuncia presso il Procuratore della Repubblica, chiedete copia del provvedimento di archiviazione per valutare i motivi della stessa.
- Nel caso in cui invece la denuncia si evolva in un procedimento penale, è consigliabile per le associazioni costituirsi subito parte civile, per avere diritto a seguire le fasi antecedenti e inerenti al processo.
Riferimenti
- CODICE PENALE: Art. 727 c.p. “Abbandono di animali”; Art. 544 c.p.; Art. 438 c.p. “Epidemia”; Art. 452 c.p. “Delitti colposi contro la salute pubblica”; Art. 328 c.p. “Omissione o rifiuto di atti d’ ufficio”; Art. 331 c.p. “Interruzione di un servizio pubblico o di pubblica necessità”
- Legge 189/2004: “Uccisione di animali”- ter : “Maltrattamento di animali”- quater : “Spettacoli o manifestazioni vietati”- quinquies : “Combattimenti tra animali”
- Legge 281/1991 “Legge quadro in materia di animali di affezione e prevenzione del randagismo”
- D.P.R. 320/1954 “Regolamento di Polizia Veterinaria”
- Regio Decreto 27 luglio 1934, n. 1265 (1) : Sezione III - Del commercio di sostanze velenose
- Testo Unico sugli Enti Locali, Decreto Legislativo 267/2000 (link al sito ufficiale della Camera dei Deputati): art. 136 e art. 142:
Articolo 136 - Poteri sostitutivi per omissione o ritardo di atti obbligatori
1. Qualora gli enti locali, sebbene invitati a provvedere entro congruo termine, ritardino o omettano di compiere atti obbligatori per legge, si provvede a mezzo di commissario ad acta nominato dal difensore civico regionale, ove costituito, ovvero dal comitato regionale di controllo. Il commissario ad acta provvede entro sessanta giorni dal conferimento dell’incarico.
Articolo 142 - Rimozione e sospensione di amministratori locali.
1. Con decreto del Ministro dell’interno il sindaco, il presidente della provincia, i presidenti dei consorzi e delle comunita’ montane, i componenti dei consigli e delle giunte, i presidenti dei consigli circoscrizionali possono essere rimossi quando compiano atti contrari alla Costituzione o per gravi e persistenti violazioni di legge o per gravi motivi di ordine pubblico.
2. In attesa del decreto, il prefetto puo’ sospendere gli amministratori di cui al comma 1 qualora sussistano motivi di grave e urgente necessita’.
3. Sono fatte salve le disposizioni dettate dagli articoli 58 e 59.
Rapporto della Fondazione Born Free: gli Zoo europei non fanno abbastanza

BRUXELLES ( 28 APRILE 2012) - I giardini zoologici europei stanno facendo poco per garantire il benessere e la conservazione degli animali. Lo denuncia il rapporto ‘Eu Zoo’ della fondazione Born Free, i cui risultati sono messi in evidenza in una mostra nella sede del Parlamento europeo. «In tutta l’Europa i governi e le autorità competenti hanno fallito nel garantire il rispetto, da parte dei giardini zoologici, degli obblighi imposti dalla direttiva comunitaria ‘Zoo’», si legge in una nota della fondazione. «Migliaia di animali sono tenuti in cattive condizioni e nessuno dei 20 Paesi europei presi in esame (tra cui l’Italia) é senza colpa”, rileva la fondazione.
E se il rapporto della fondazione Born Free getta ombre sull’operato di politici e governi dell’Unione, farà piacere ricordare ai reggiani l’impegno del nostro concittadino Tiziano Motti, eurodeputato Udc-Ppe, che la scorsa settimana ha presentato due interrogazioni alla Commissione Europea e al Consiglio su temi relativi alla tutela del benessere animale, uno dei quali evidenzia per la prima volta il fenomeno aberrante della “prostituzione animale”.
Secondo l’onorevole Motti, uno fra i pochi deputati che si è opposto alla recente approvazione della direttiva sulla sperimentazione animale, sulla barbarie e sui dolori inflitti ai danni di animali randagi, si pone la necessità di un intervento delle Istituzioni europee in quanto «solamente l’adozione di strategie politiche comunitarie relative alla gestione della popolazione canina ed alla promozione di una cura degli animali responsabile permetterà di tenere sotto controllo il fenomeno, che riguarda oggi circa 120 milioni gli animali randagi in Europa, ormai facili prede per la sperimentazione animale ai fini scientifici, secondo i dettami della nuova Direttiva 63/2010».
Nell’interrogazione presentata alla Commissione e al Consiglio, l’onorevole Motti chiede quale sia il senso del principio finalmente introdotto nel Trattato di Lisbona all’art. 13, alla luce della mancata applicazione da parte di alcuni Stati membri e pone il quesito sulla necessità di aprire una procedura d’infrazione contro gli stati che non applicano tale articolo.
Una seconda interrogazione, ancora più cruda, pone all’attenzione delle istituzioni europee il fenomeno della zoorastia: si legge nell’interrogazione che «un vuoto legislativo nelle disposizioni nazionali consenta di utilizzare alcuni tipi di animali, domestici o randagi, a fini di sfruttamento sessuale da parte di esseri umani in cambio di un corrispettivo di denaro ed all’interno di strutture destinate all’uopo. Alcuni proprietari di animali offrirebbero le proprie bestiole per tale tipo di lucro e questo fenomeno, tutt’altro che relegato a singoli episodi ma già organizzato a livello europeo, sarebbe già fonte di turismo sessuale».
I giovani tornano a fare i pastori: in 3mila contro la crisi

In Italia circa tremila giovani hanno scelto di mettersi alla guida di un gregge come precisa scelta di vita per non arrendersi alla crisi provocata dalle delusioni dell’economia di carta. E’ quanto stima la Coldiretti, in occasione delle rilevazioni Istat sull’occupazione, nel sottolineare che si tratta in gran parte di giovani che intendono dare continuità all’attività dei genitori ma ci sono anche ingressi ex novo spinti da una scelta di vita alternativa a contatto con gli animali e la natura. Quando a guidare il gregge sono i piu’ giovani si assiste secondo la Coldiretti ad un impulso nell’attività con il 78 per cento dei giovani investe - anche nella crisi - sul miglioramento dei prodotti aziendali. La diffusa capacità di innovazione si concentra sulla qualità e sulla sicurezza del prodotto ma anche nella capacità di presidiare il mercato attraverso nuove formule commerciali come la vendita diretta del proprio prodotto. Non mancano quanti – continua la Coldiretti - rivolgono la loro attenzione a consumatori emergenti come gli immigrati musulmani che per motivi religiosi apprezzano particolarmente la carne di pecora e chi riesce a valorizzare la lana italiana considerata spesso un sottoprodotto con costi aggiuntivi per lo smaltimento. Le storie sono le piu’ diverse. Davide Bortoluzzi ha 25 anni e con il diploma dell’istituto tecnico era pronto ad entrare nello studio del padre geometra. Lui invece ha realizzato il suo sogno (sin da piccolo chiedeva a babbo natale caprette): un gregge di 500 pecore per scorazzare sulle Dolomiti. Nessuna macchina sportiva, ma solo le sue gambe per portare da Puos D’Alpago una mandria di ovini con cani, muli e soprattutto garantire la sopravvivenza di una particolare razza “l’agnello alpagoto”. In lui c’è tutta la convinzione di fare il “pastore professionista”. Con lui molte volte ci va anche la fidanzata una modella … a riprova che fare il pastore piace. Giuseppe Stocchi invece ha 28 anni conduce una grande azienda di pecore a Leonessa in provincia di Rieti. Possiede ben 1.500 pecore, Comisane (razza siciliana) e Sarde con una spruzzatina di Sopravissana che producono 220/230 litri di latte al giorno per ricavarne ottimi formaggi ( Pecorino Stagionato in Grotta, Pecorino Primo Sale, Pecorino Media Stagionatura, Pecorino Fresco) e ricotta che vende direttamente nei mercati degli agricoltori di Campagna Amica. Simone Cualbu è un allevatore di 35 anni di Gavoi e conduce, in agro di Macomer, un’azienda agricola con ordinamento ovi-caprino di 75 ettari con 300 capi. Il formaggio (DOP), prodotto esclusivamente con latte crudo di pecora di razza sarda allevate al pascolo, viene affumicato e successivamente portato a stagionare nelle cantine a Gavoi. La passione per il suo lavoro non gli ha fatto dimenticare l’impegno civile. E’ Presidente della Coldiretti di Nuoro-Ogliastra ed è anche componente del direttivo del Consorzio di Tutela del formaggio Fiore Sardo (DOP) nonché Presidente del Consorzio Produttori Storici Pastori. La presenza dei giovani è una garanzia per il futuro della pastorizia in Italia dove si producono - sottolinea la Coldiretti - oltre 60 milioni di chili di formaggi pecorini dei quali oltre la metà a denominazione di origine (Dop). All’esportazione va oltre il 25 per cento della produzione. Nella produzione Made in Italy a denominazione di origine a fare la parte del leone - continua la Coldiretti - è il Pecorino Romano Dop che copre l’80 per cento, ma hanno ottenuto la protezione comunitaria come denominazioni di origine anche il pecorino Sardo, il Siciliano e il Toscano e quello di Filiano oltre al Fiore Sardo ed al Canestrato Pugliese. Il pecorino è uno dei formaggi italiani più antichi: veniva prodotto già nella Roma imperiale e faceva parte delle derrate dei legionari, ma è probabile che le sue origini siano ancora più lontane, vista la diffusione delle pecore sul nostro territorio. La pastorizia è un mestiere ricco di tradizione che ha anche un elevato valore ambientale e dalla sua sopravvivenza dipende la salvaguardia di razze in via di estinzione a vantaggio della biodiversità del territorio, dalla rustica pecora sarda alla pecora sopravissana dall’ottima lana, dalla pecora comisana con la caratteristica testa rossa a quella massese dall’insolito manto nero che rappresentano un patrimonio di biodiversità il cui futuro è minacciato da un concreto rischio di estinzione. Tra i fattori che mettono a rischio il futuro della pastorizia ci sono il fatto che – sostiene la Coldiretti - piu’ della la metà della carne di agnello in vendita è importata, soprattutto dai paesi dell’est, all’insaputa dei consumatori e spacciata come Made in Italy perché non è stato ancora introdotto l’obbligo di indicare l’origine in etichetta previsto dalla legge nazionale sostenuta dalla Coldiretti ed approvata all’unanimità dal Parlamento. E non va meglio per il latte. Dalla mungitura quotidiana di una pecora si ottiene in media solo un litro di latte che viene pagato attorno ai 70 centesimi al litro ben al di sotto dei costi di allevamento si avvicinano all’euro. Qui a pesare – conclude la Coldiretti - è la concorrenza sui mercati internazionale dei pecorini low cost prodotti soprattutto nell’est Europa e spacciati come Made in Italy.
Fonte: europadeidiritti.it

